Quando in cantiere le competenze non si parlano, la sicurezza resta sulla carta. La lezione dei fratelli Masala di FG Project
Dalla progettazione alla gestione operativa, dalla consulenza alla formazione: perché la prevenzione degli infortuni richiede professionisti capaci di lavorare insieme. Una riflessione di 626 School a partire dall'intervista pubblicata su Anticaduta Sardegna™.
MONSERRATO (CAGLIARI) – 9 ottobre 2026

Un cantiere può avere documenti correttamente predisposti, professionisti qualificati, lavoratori formati e attrezzature adeguate.
Eppure qualcosa può non funzionare.
Una modifica alle lavorazioni non viene comunicata tempestivamente.
Una procedura non corrisponde più alle condizioni operative.
Una squadra non ha ricevuto un'informazione importante.
Un rischio viene riconosciuto da un professionista, ma non arriva a chi deve prendere la decisione.
Non sempre il problema è la mancanza di competenze.
A volte il problema è che le competenze esistono, ma non riescono a dialogare.
È da questa riflessione che vogliamo partire per raccontare l'esperienza di Federico, Gianfranco e Stefania Masala, protagonisti di una recente intervista pubblicata dall'Osservatorio Anticaduta Sardegna™.
Tre fratelli, tre percorsi professionali differenti e una convinzione condivisa: la sicurezza deve trovare applicazione nel lavoro reale.
FG Project: tre professionalità, una visione del cantiere
FG Project Safety & Consulting opera a Monserrato, nell'area metropolitana di Cagliari, affiancando imprese e professionisti nelle attività tecniche, nella sicurezza sul lavoro e nella formazione.
L'esperienza dei fratelli Masala è interessante perché mostra come professionalità differenti possano contribuire alla gestione di uno stesso problema.
Federico Masala porta competenze nella progettazione, nella direzione lavori e nella gestione tecnico-operativa dei cantieri.
Gianfranco Masala opera nel coordinamento della sicurezza, nella valutazione dei rischi, nella consulenza e nella formazione.
Stefania Masala segue l'organizzazione dei servizi, la programmazione formativa e il rapporto con imprese, docenti e collaboratori.
Tre prospettive diverse che, nella loro esperienza professionale, si incontrano attorno alle esigenze delle imprese.
Questo è l'aspetto sul quale vogliamo soffermarci.
Perché la sicurezza di un cantiere non dipende soltanto da quanto sia competente il singolo professionista.
Dipende anche da come vengono condivise le informazioni, attribuite le responsabilità e organizzate le attività.
Per conoscere la realtà professionale dei fratelli Masala:
Il documento deve descrivere il lavoro. Non il contrario.
Pensiamo a un'impresa edile che deve effettuare un intervento su una copertura.
Il lavoro viene programmato.
Sono predisposti i documenti applicabili, individuati i rischi e definite le misure di prevenzione e protezione.
Poi, durante l'esecuzione, cambiano alcune condizioni.
Una lavorazione deve essere anticipata.
Un accesso previsto inizialmente non è più utilizzabile.
Un'attrezzatura viene sostituita.
Una squadra deve intervenire in un'area diversa.
Che cosa succede?
Se queste informazioni rimangono isolate, si crea una distanza tra quanto era stato programmato e quanto viene effettivamente realizzato.
È proprio questa distanza che occorre evitare.
Il Piano Operativo di Sicurezza, il Piano di Sicurezza e Coordinamento, quando previsto, e gli altri strumenti della prevenzione non devono essere considerati semplici documenti da conservare.
Devono accompagnare l'organizzazione delle lavorazioni, nel rispetto delle rispettive funzioni e degli obblighi applicabili.
Il riferimento normativo resta il D.Lgs. 81/2008, con particolare attenzione alle disposizioni relative ai cantieri temporanei o mobili e alla prevenzione dei rischi.
La domanda che ogni impresa dovrebbe porsi non è soltanto:
Abbiamo predisposto i documenti?
Ma anche:
Quello che abbiamo previsto nei documenti corrisponde ancora al lavoro che stiamo facendo?
Il rischio di caduta dall'alto rende evidente il valore del coordinamento
Quando un lavoratore deve operare su un tetto, una copertura industriale, un ponteggio o un'altra postazione sopraelevata, non basta verificare la presenza di un'imbracatura.
Occorre considerare l'intera attività.
Come raggiungerà il punto di lavoro?
Quali pericoli incontrerà lungo il percorso?
Quali misure di protezione collettiva sono previste e concretamente utilizzabili?
Se occorrono DPI anticaduta, sono adeguati alla specifica situazione?
Le persone hanno ricevuto formazione e addestramento pertinenti?
Sono state considerate le possibili emergenze e le modalità di soccorso?
Le risposte possono richiedere il contributo di competenze differenti.
Il progettista può conoscere le caratteristiche dell'opera.
Il coordinatore per la sicurezza svolge le funzioni previste dalla normativa.
Il Datore di Lavoro deve adempiere ai propri obblighi di prevenzione.
Il preposto esercita le funzioni di vigilanza attribuitegli.
Il formatore contribuisce allo sviluppo delle competenze necessarie.
I lavoratori devono ricevere informazioni e istruzioni adeguate e rispettare le misure di sicurezza.
Nessuna di queste funzioni può essere sostituita da una generica dichiarazione di collaborazione.
Ma un efficace scambio di informazioni tra i soggetti coinvolti può rendere più coerente l'intero sistema di prevenzione.
Per approfondire la visione di 626 School sulla prevenzione delle cadute dall'alto:
Cadere dall'alto non è un rischio del mestiere: perché in Sardegna serve una cultura dell'anticaduta
La formazione serve quando incontra il lavoro reale
Un altro elemento importante dell'esperienza raccontata da FG Project riguarda la relazione tra formazione e organizzazione.
Un lavoratore può aver frequentato un corso.
Può conoscere le caratteristiche di un dispositivo di protezione.
Può aver ricevuto istruzioni corrette.
Ma ciò che conta è la capacità di applicare quelle conoscenze alle condizioni effettive nelle quali dovrà operare.
Per questo la formazione non dovrebbe essere organizzata senza conoscere le attività svolte dall'impresa.
Le esigenze di una squadra impegnata nelle manutenzioni industriali possono essere differenti da quelle di lavoratori che intervengono sulle coperture o che utilizzano specifiche attrezzature.
Anche la componente pratica e l'addestramento, quando previsti, devono essere coerenti con i rischi e con le attività.
È una prospettiva che 626 School sta sviluppando attraverso la Scuola Sarda Anticaduta™, dedicata alla crescita delle competenze specialistiche nella prevenzione delle cadute dall'alto.
Abbiamo approfondito il rapporto tra formazione e organizzazione aziendale nell'articolo:
La formazione non elimina automaticamente un rischio.
Può però aiutare le persone a comprenderlo e a utilizzare correttamente le misure individuate.
Cosa può imparare un'impresa dall'esperienza dei fratelli Masala?
Il contributo di FG Project ci suggerisce una riflessione che riguarda non soltanto le imprese edili.
Riguarda anche manutentori, installatori, aziende industriali e organizzazioni che affidano lavori a imprese esterne.
Quando più soggetti partecipano alla stessa attività, è importante sapere chi deve decidere, chi deve comunicare, chi deve verificare e chi deve intervenire quando le condizioni cambiano.
Non basta affidarsi alla disponibilità personale dei professionisti.
Occorrono ruoli chiari, informazioni tempestive e procedure coerenti con il lavoro.
Pensiamo a un'impresa che programma un intervento di manutenzione su un capannone.
Prima dell'avvio delle attività può essere necessario mettere in relazione informazioni relative alla struttura, alle modalità di accesso, alle attrezzature, ai rischi presenti e all'organizzazione delle lavorazioni.
Se queste informazioni vengono raccolte e condivise correttamente, diventa più semplice individuare le misure necessarie.
Se invece rimangono frammentate, possono nascere incomprensioni e criticità operative.
Il coordinamento non elimina le responsabilità individuali. Aiuta ciascuno a esercitarle in modo più efficace.
Questa è una delle lezioni più utili che possiamo trarre dall'esperienza raccontata dai fratelli Masala.
Dalle competenze individuali a una cultura condivisa della prevenzione
C'è un motivo per cui 626 School ha voluto ospitare l'esperienza di FG Project nell'Osservatorio Anticaduta Sardegna™.
Crediamo che la prevenzione abbia bisogno anche di confronto tra professionisti.
Non soltanto di nuove attrezzature.
Non soltanto di aggiornamenti normativi.
Non soltanto di corsi.
Ha bisogno di persone capaci di mettere a disposizione conoscenze ed esperienze, riconoscendo il valore delle competenze complementari.
Questo non significa che ogni professionista debba fare tutto.
Significa esattamente il contrario.
La specializzazione acquista valore quando sappiamo riconoscere il contributo degli altri.
Anticaduta Sardegna™ nasce per favorire progressivamente questo dialogo, attraverso approfondimenti, interviste, attività formative e iniziative dedicate alla prevenzione delle cadute dall'alto.
All'interno di questo percorso si colloca anche la Scuola Sarda Anticaduta™, una delle tre Scuole specialistiche promosse da 626 School.
Verso una Sardegna nella quale le competenze si incontrano
L'intervista ai fratelli Masala è un contributo a un confronto che vogliamo continuare ad ampliare.
Sardegna meridionale, Oristanese, Nuorese, Gallura e altri territori regionali presentano imprese, professionisti e realtà tecniche con esperienze differenti.
Il nostro obiettivo non è cancellare queste differenze.
È creare occasioni per farle dialogare.
In questa prospettiva si inserisce anche il progetto del Forum Anticaduta Sardegna 2027, previsto a Cagliari nella primavera del prossimo anno.
Un'iniziativa pensata per favorire il confronto tra imprese, RSPP, professionisti, tecnici, formatori e operatori della prevenzione.
Perché la sicurezza nei lavori in quota non dovrebbe essere una questione affrontata soltanto quando si verifica un incidente.
Dovrebbe essere un tema sul quale confrontarsi prima, quando è ancora possibile prevenire.
Hai un'impresa che esegue lavori in quota? Partiamo dal lavoro che svolgi
Se la tua azienda effettua manutenzioni, installazioni, lavori sulle coperture o altre attività che espongono i lavoratori al rischio di caduta dall'alto, il punto di partenza deve essere la conoscenza del lavoro effettivamente svolto.
626 School affianca le imprese della Sardegna nella consulenza per la salute e sicurezza sul lavoro, nella formazione e nell'organizzazione della prevenzione.
Possiamo aiutarti a individuare le esigenze formative della tua squadra e a valutare, nell'ambito delle nostre competenze e con il coinvolgimento degli specialisti necessari, le esigenze di consulenza e supporto.
Per informazioni: segreteria@626school.it
Perché il nostro obiettivo non è aggiungere documenti alla tua impresa.
È contribuire a rendere la prevenzione parte del modo in cui il lavoro viene organizzato.
L'intervista da leggere
Federico, Gianfranco e Stefania Masala – FG Project Safety & Consulting
Sette domande dedicate all'organizzazione dei cantieri, alla prevenzione delle cadute dall'alto, alla formazione e al valore delle competenze professionali.
L'autore
Giancarlo D'Andrea – Direttore 626 School srl
Sociologo e RSPP esterno dal 2001, opera nella consulenza e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Promuove lo sviluppo delle Scuole specialistiche di 626 School e del progetto Anticaduta Sardegna™, con l'obiettivo di favorire una cultura della prevenzione fondata su competenze, organizzazione e confronto professionale.
626 School – Consulenza & Formazione
La sicurezza cresce quando le competenze dialogano.





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