top of page

Il sopralluogo non finisce quando lasciamo l'azienda: cosa può fare l'Intelligenza Artificiale con le informazioni raccolte?

7 minuti fa
Tempo di lettura: 8 min

SICUREZZA & AI | 626 School – Scuola Sarda della Sicurezza sul Lavoro™


Fotografie, osservazioni, criticità e report: l'Intelligenza Artificiale può aiutare RSPP e professionisti della prevenzione a organizzare meglio il lavoro dopo un sopralluogo. Ma chi verifica le informazioni, valuta i rischi e assume le decisioni?


RSPP che organizza fotografie e osservazioni di un sopralluogo con strumenti di intelligenza artificiale

Il sopralluogo è terminato.

Il professionista ha visitato gli ambienti di lavoro, osservato le attività, parlato con il Datore di Lavoro e con alcune persone dell'organizzazione.

Ha raccolto appunti, fotografie, informazioni sulle attrezzature e osservazioni sulle condizioni operative.

Adesso torna in ufficio.

Ed è proprio qui che comincia una seconda parte del lavoro, spesso meno visibile ma altrettanto importante.

Occorre riordinare le informazioni, distinguere le osservazioni dalle criticità, verificare quanto emerso, confrontarsi con l'azienda e predisporre un report comprensibile.

È in questa fase che una nuova domanda merita di essere affrontata:

L'Intelligenza Artificiale può aiutare il professionista della sicurezza a lavorare meglio, senza sostituire la sua competenza?

È uno dei temi che intendiamo esplorare attraverso la 626 School – Scuola Sarda della Sicurezza sul Lavoro™.

Il sopralluogo è un'attività professionale. Non una raccolta di fotografie.

Chi si occupa di salute e sicurezza sul lavoro sa che un sopralluogo non consiste semplicemente nell'osservare un ambiente e fotografare ciò che appare non conforme.

Occorre conoscere le lavorazioni, comprendere come vengono utilizzate le attrezzature, verificare le condizioni operative e confrontarsi con le persone.

Una fotografia può mostrare una situazione.

Ma raramente è sufficiente, da sola, per comprenderla completamente.

Pensiamo a una macchina industriale.

Una fotografia potrebbe mostrare una protezione apparentemente assente.

Ma per formulare una valutazione occorre conoscere la macchina, le sue modalità di funzionamento, le operazioni eseguite, le misure già presenti e le condizioni effettive di utilizzo.

Oppure immaginiamo un deposito nel quale siano presenti materiali accatastati.

Un'immagine può suggerire la necessità di un approfondimento.

Non può però sostituire la verifica della stabilità, delle modalità di movimentazione, degli spazi disponibili e delle procedure aziendali.

L'Intelligenza Artificiale può aiutare a organizzare le osservazioni. Non può trasformare automaticamente un'immagine in una valutazione dei rischi attendibile.

Questa distinzione è fondamentale.

Dopo il sopralluogo: il lavoro che spesso richiede più tempo

Un RSPP o un consulente esterno può visitare più aziende nell'arco della settimana.

Ogni sopralluogo produce informazioni che devono essere elaborate.

Fotografie da catalogare.

Appunti da rileggere.

Documenti da confrontare.

Questioni da approfondire.

Azioni correttive da proporre.

Scadenze da condividere.

Report da predisporre.

Il problema non è soltanto la quantità delle informazioni.

È riuscire a trasformarle in un documento ordinato, comprensibile e realmente utile per l'impresa.

Un report efficace dovrebbe permettere al Datore di Lavoro di comprendere quali aspetti richiedono attenzione, quali verifiche sono necessarie e quali decisioni devono essere assunte.

È qui che gli strumenti digitali, compresi quelli basati sull'Intelligenza Artificiale, possono offrire nuove possibilità.

Che cosa potrebbe fare concretamente l'AI?

Immaginiamo un sopralluogo presso una piccola azienda manifatturiera.

Il professionista ha raccolto fotografie, annotazioni e informazioni sulle attività.

Utilizzando uno strumento adeguatamente selezionato e configurato, potrebbe sperimentare alcune funzioni di supporto.

Organizzare le osservazioni.

Le annotazioni raccolte potrebbero essere suddivise per ambiente, reparto, attrezzatura o tema di prevenzione.

Preparare una prima bozza di report.

L'AI potrebbe contribuire alla strutturazione del documento, distinguendo descrizioni, punti da verificare e richieste di approfondimento.

Individuare informazioni mancanti.

Il sistema potrebbe suggerire domande da sottoporre al professionista: sono disponibili i dati tecnici dell'attrezzatura? È stata verificata una determinata procedura? Sono state acquisite le informazioni necessarie?

Migliorare la chiarezza del linguaggio.

Una bozza tecnica potrebbe essere rielaborata per renderla più comprensibile al destinatario, senza modificarne il significato.

Supportare la gestione delle attività successive.

Le azioni individuate e validate dal professionista potrebbero essere organizzate in una tabella di lavoro, con responsabili e tempi da concordare con l'azienda.

Sono possibilità da studiare e verificare.

Non risultati automaticamente garantiti da qualsiasi applicazione di Intelligenza Artificiale.

E soprattutto non equivalgono a una valutazione professionale già completata.

Un esempio: dal rilievo fotografico al report

Consideriamo un caso ipotetico.

Durante un sopralluogo in un magazzino viene osservata un'area nella quale sono depositati materiali e transitano mezzi di movimentazione.

Il consulente fotografa la situazione e annota alcune informazioni.

Un sistema AI potrebbe aiutare a predisporre una bozza strutturata:

Ambiente osservato: area di deposito e movimentazione.

Informazioni disponibili: fotografia e annotazioni del sopralluogo.

Aspetti da approfondire: organizzazione dei percorsi, eventuali interferenze, modalità di stoccaggio e misure di separazione.

Verifiche necessarie: confronto con l'organizzazione aziendale, esame delle procedure e accertamento delle condizioni operative.

Questa struttura può essere utile.

Ma non è ancora una conclusione tecnica.

Il professionista dovrà verificare le informazioni, correggere eventuali interpretazioni errate e valutare se siano necessarie misure di prevenzione.

Un'immagine può essere incompleta.

Una descrizione generata automaticamente può contenere errori.

Una criticità può essere sottovalutata oppure segnalata senza adeguato fondamento.

La differenza tra una bozza generata dall'AI e un report professionale sta nella verifica delle evidenze e nella responsabilità delle conclusioni.

Il rischio meno evidente: fidarsi troppo di una risposta ben scritta

I sistemi di Intelligenza Artificiale generativa possono produrre testi convincenti anche quando contengono informazioni inesatte.

Possono interpretare male un'immagine, attribuire a una situazione caratteristiche non dimostrate oppure richiamare riferimenti normativi non pertinenti.

Nel campo della salute e sicurezza sul lavoro, questo limite assume particolare importanza.

Una valutazione sbagliata può influenzare decisioni che riguardano la protezione delle persone.

Per questo l'utilizzo professionale dell'AI richiede almeno tre capacità.

Saper formulare correttamente il problema.

Il professionista deve comprendere quali informazioni fornire e quali risultati chiedere.

Saper verificare il risultato.

Ogni osservazione significativa deve essere confrontata con le evidenze disponibili e con il quadro tecnico e normativo applicabile.

Saper riconoscere quando l'AI non è lo strumento appropriato.

Non tutte le attività devono essere automatizzate.

E non tutte le informazioni possono essere affidate a un sistema esterno.

La competenza del professionista diventa quindi ancora più importante.

Fotografie aziendali e Intelligenza Artificiale: attenzione alla riservatezza

Durante un sopralluogo possono essere raccolte fotografie che mostrano lavoratori, ambienti produttivi, documenti, impianti e informazioni riservate.

Prima di caricare questi materiali su una piattaforma AI occorre valutare attentamente il trattamento dei dati.

Non è sufficiente oscurare un volto per concludere automaticamente che ogni problema sia risolto.

Occorre verificare quali informazioni siano presenti, chi possa accedervi, dove vengano trattate, per quali finalità e con quali garanzie.

Quando sono coinvolti dati personali, trovano applicazione le disposizioni del GDPR e della normativa pertinente.

L'impresa deve inoltre considerare gli obblighi di riservatezza, la tutela delle informazioni aziendali e le eventuali condizioni contrattuali con i fornitori tecnologici.

Il principio che proponiamo è semplice:

prima di utilizzare l'AI con materiali raccolti in azienda, bisogna sapere esattamente quali dati si stanno condividendo e se il loro utilizzo è consentito.

Per questo, nei percorsi specialistici dedicati all'Intelligenza Artificiale, sicurezza sul lavoro e protezione dei dati devono essere affrontate insieme.

L'AI Act aggiunge una nuova esigenza: comprendere gli strumenti utilizzati

Il Regolamento europeo sull'Intelligenza Artificiale, noto come AI Act, ha introdotto un quadro di regole che interessa anche le organizzazioni che utilizzano sistemi AI in ambito professionale.

L'articolo 4 riguarda l'alfabetizzazione in materia di Intelligenza Artificiale.

Richiede ai soggetti interessati di adottare misure appropriate per favorire un livello sufficiente di conoscenza dei sistemi AI da parte del personale e delle altre persone che li utilizzano per loro conto, tenendo conto del contesto e dei rischi.

Questo non equivale all'introduzione automatica di un corso obbligatorio standard di durata identica per tutte le imprese.

Significa invece che conoscere le potenzialità e i limiti degli strumenti utilizzati diventa un elemento importante della loro adozione responsabile.

Per un RSPP, un consulente o un formatore, la questione è particolarmente interessante.

Non basta saper utilizzare un'applicazione.

Occorre comprendere quando è affidabile, quando deve essere verificata e quali attività non possono essere delegate alla tecnologia.

La Sardegna ha bisogno di professionisti capaci di governare l'innovazione

Le imprese della Sardegna presentano caratteristiche molto differenti.

Nell'area di Cagliari troviamo realtà industriali, attività commerciali, servizi e imprese della filiera alimentare.

Nel Sassarese e in Gallura operano aziende manifatturiere, strutture ricettive e imprese di manutenzione.

Nell'Oristanese, nel Nuorese, in Ogliastra e nel Medio Campidano sono presenti attività produttive, agricole, artigiane e di servizi.

Per chi svolge consulenza su un territorio così articolato, la capacità di organizzare le informazioni e mantenere continuità nell'assistenza può essere particolarmente utile.

Ma la tecnologia deve adattarsi alle esigenze delle imprese.

Non il contrario.

Una piccola azienda non ha necessariamente bisogno di strumenti complessi.

Ha bisogno di indicazioni comprensibili, verifiche appropriate e un sistema di prevenzione concretamente applicabile.

L'Intelligenza Artificiale può diventare uno strumento di supporto soltanto se viene inserita in questo contesto.

Perché abbiamo creato la Scuola Sarda della Sicurezza sul Lavoro™

La sicurezza sul lavoro sta cambiando.

Cambiano le tecnologie, le modalità organizzative, le competenze richieste e gli strumenti a disposizione dei professionisti.

La formazione specialistica deve confrontarsi con questa trasformazione.

È una delle ragioni che hanno portato 626 School a sviluppare la Scuola Sarda della Sicurezza sul Lavoro™.

Non vogliamo limitarci a proporre nuovi corsi.

Vogliamo costruire occasioni di apprendimento nelle quali i professionisti possano confrontarsi con problemi reali, casi operativi e nuove metodologie.

Abbiamo raccontato la visione e gli obiettivi della Scuola nell'articolo:

L'Intelligenza Artificiale sarà uno degli ambiti di approfondimento.

Con una convinzione precisa:

non dobbiamo formare professionisti che dipendano dall'AI. Dobbiamo formare professionisti capaci di utilizzarla criticamente e responsabilmente.

Sicurezza & AI: verso un laboratorio per RSPP, ASPP e professionisti

La Scuola Sarda della Sicurezza sul Lavoro™ sta sviluppando un percorso specialistico dedicato alle applicazioni dell'Intelligenza Artificiale nella prevenzione.

L'orientamento sarà pratico.

Vogliamo approfondire come gli strumenti AI possano essere utilizzati, con le necessarie verifiche, per organizzare informazioni, analizzare casi, predisporre bozze di report e supportare alcune attività documentali.

Ma anche come riconoscere errori, proteggere i dati e mantenere il controllo professionale dei risultati.

Il percorso si rivolgerà in particolare a RSPP, ASPP, consulenti della sicurezza sul lavoro, formatori, professionisti e tecnici della prevenzione, coordinatori della sicurezza e responsabili aziendali interessati agli strumenti digitali.

Programma definitivo, calendario, modalità e condizioni di partecipazione saranno comunicati attraverso i canali ufficiali di 626 School.

Vuoi conoscere il prossimo laboratorio Sicurezza & AI?

Manifesta il tuo interesse per le iniziative della 626 School – Scuola Sarda della Sicurezza sul Lavoro™.

Scrivi a segreteria@626school.it indicando nell'oggetto:

SICUREZZA & AI – SCUOLA SARDA

Specifica il tuo ruolo professionale e il tema che vorresti approfondire.

La manifestazione d'interesse non comporta alcun impegno di iscrizione.

E per le imprese? L'innovazione deve migliorare la consulenza, non complicarla

L'utilizzo responsabile delle tecnologie può offrire opportunità anche alle imprese che si affidano a un servizio di consulenza continuativa.

Report più ordinati, comunicazioni comprensibili e una migliore organizzazione delle informazioni possono aiutare il confronto tra consulente e azienda.

Ma il valore del servizio continua a dipendere dalla competenza, dalla presenza sul campo e dalla capacità di individuare soluzioni appropriate.

626 School opera in Sardegna nella consulenza e nella formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Per approfondire i servizi rivolti alle imprese visita la pagina istituzionale:

Puoi inoltre conoscere l'approccio specialistico di 626 School attraverso:

Per scoprire tutte le attività formative e i progetti della società visita 626 School.

Il futuro del sopralluogo non è un algoritmo che decide al posto nostro

Immaginiamo di tornare al nostro professionista.

Ha terminato il sopralluogo.

È rientrato in ufficio.

Ha fotografie, appunti e informazioni da organizzare.

Domani potrebbe avere a disposizione strumenti più evoluti per aiutarlo a preparare il lavoro successivo.

Ma dovrà comunque comprendere ciò che ha osservato.

Dovrà verificare le evidenze.

Dovrà confrontarsi con l'azienda.

Dovrà formulare valutazioni professionali e proporre misure appropriate.

L'Intelligenza Artificiale potrà cambiare il modo in cui elaboriamo le informazioni. Non dovrà cancellare il valore dell'esperienza, della responsabilità e del giudizio professionale.

È da questa convinzione che vogliamo partire.

Con la 626 School – Scuola Sarda della Sicurezza sul Lavoro™.

Perché il futuro della prevenzione non si costruisce scegliendo tra persone e tecnologia.

Si costruisce formando persone capaci di governare la tecnologia.


L'autore

Giancarlo D'Andrea – Direttore 626 School srl

Sociologo, professionista della consulenza e della formazione per la salute e sicurezza sul lavoro, svolge incarichi di RSPP esterno dal 2001.

Promuove la Scuola Sarda della Sicurezza sul Lavoro™ come progetto dedicato alla crescita delle competenze, all'innovazione e alla valorizzazione della professionalità di RSPP, ASPP, consulenti, formatori e tecnici della prevenzione.

626 School srl è un'agenzia formativa accreditata dalla Regione Sardegna e dispone di un sistema di gestione certificato ISO 9001.


Riferimenti normativi e istituzionali

  • D.Lgs. 81/2008 – Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

  • Regolamento (UE) 2016/679 – GDPR.

  • Regolamento (UE) 2024/1689 – AI Act, con particolare riferimento all'articolo 4.

  • Garante per la protezione dei dati personali – Indicazioni e provvedimenti in materia di trattamento dei dati personali.


Commenti


bottom of page