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Da Milano a Sinnai, passando per un NO. Come è nato SICUREZZA & AI 2026

2 ore fa
Tempo di lettura: 11 min

Una storia di incontri, intuizioni, scelte difficili e persone che hanno deciso di guardare oltre. Perché l'intelligenza artificiale può cambiare il nostro modo di lavorare. Ma prima dobbiamo decidere che cosa vogliamo farne.


di Giancarlo D'Andrea – Direttore 626 School


Come è nato Sicurezza & AI

📖 DENTRO LA STORIA: DIECI CAPITOLI, UN PERCORSO CHE PARTE DA UN NO

Un incontro a Sinnai, una sperimentazione a Roma, un pranzo di lavoro, un confronto giuridico e una decisione controcorrente. Scegli il capitolo che ti interessa oppure segui il racconto dall'inizio.

01. Tutto è cominciato a luglio. A Sinnai.Due giovani imprenditori arrivano da Milano con una proposta sull'intelligenza artificiale.


02. Quel NO, però, aveva acceso qualcosa.Le domande sul futuro della sicurezza sul lavoro.


03. Da Sinnai a Roma. Questa volta si sperimenta.L'esperienza presso Elettroforniture Borghini SpA.


04. Nel frattempo, un pranzo con Elena.Il confronto con SicurEva e l'AI Literacy.


05. Poi arrivano Daniele e Alessandro.Dalle idee alla progettazione del laboratorio pratico.


06. Poi leggo un intervento di Rolando Dubini.Intelligenza artificiale, DVR e responsabilità professionali.



08. E così, quasi senza accorgercene, nasce SICUREZZA & AI 2026.Le esperienze diventano un progetto formativo.


09. Il 30 novembre ci incontriamo alla Città del Sale di Cagliari.Il seminario, il laboratorio e le informazioni per partecipare.


10. Un'ultima riflessione. Poi vi aspetto.Perché le idee migliori, qualche volta, nascono dalla libertà di scegliere.


Vuoi conoscere subito il programma del seminario?


01. Tutto è cominciato a luglio. A Sinnai.


Due giovani imprenditori arrivano da Milano.

Si chiamano Matteo e Alessio.

Hanno sviluppato una soluzione tecnologica che utilizza l'intelligenza artificiale nel campo della sicurezza sul lavoro.

Vengono a trovarci nella nostra sede di Sinnai, alle porte di Cagliari.

Parliamo, ci confrontiamo, discutiamo per due intere giornate , delle possibilità offerte dalla tecnologia.

L'idea è interessante.

Molto interessante.

Per chi, come me, si occupa di sicurezza sul lavoro da oltre venticinque anni, la possibilità di utilizzare l'intelligenza artificiale per migliorare le attività dei professionisti rappresenta qualcosa che merita attenzione.

Ma c'è un problema.

La proposta di collaborazione che emerge dal confronto non riconosce, a mio giudizio, un valore adeguato al patrimonio professionale, organizzativo e commerciale che 626 School avrebbe potuto mettere a disposizione.

E allora dico NO.

Non alla tecnologia.

Non all'innovazione.

Non ai due giovani imprenditori, ai quali riconosco intraprendenza e capacità.

Dico NO a un accordo che non considero sufficientemente equilibrato.

Perché innovare non significa necessariamente accettare la prima proposta che arriva.

A volte significa avere le idee abbastanza chiare per rifiutarla.


02. Quel NO, però, aveva acceso qualcosa.


L'incontro finisce.

Matteo e Alessio tornano a Milano.

Ma il tema rimane.

Continuo a chiedermi quanto l'intelligenza artificiale possa realmente incidere sul lavoro quotidiano di un RSPP, di un consulente, di un formatore.

Non mi interessa particolarmente sapere se un software sia capace di produrre un Documento di Valutazione dei Rischi in pochi minuti.

La domanda che mi interessa è un'altra.

Può aiutarci a individuare meglio i pericoli? A osservare ciò che rischiamo di non vedere? A migliorare la qualità della prevenzione?

Perché, dopo tanti anni di attività, una convinzione si è rafforzata.

La sicurezza sul lavoro non migliora automaticamente aumentando il numero dei documenti.

Migliora quando siamo capaci di comprendere meglio i rischi e di intervenire concretamente per ridurli.

E se l'intelligenza artificiale potesse aiutarci proprio in questo?

Non è una domanda astratta.

È una questione che riguarda il futuro di migliaia di professionisti e imprese, anche in Sardegna.

Una riflessione che abbiamo affrontato anche nell'approfondimento:


03. Da Sinnai a Roma. Questa volta si sperimenta.


Le riflessioni, da sole, non mi bastano.

Voglio vedere che cosa succede quando la tecnologia incontra un'azienda vera.

L'occasione arriva a Roma, presso Elettroforniture Borghini SpA, un'impresa con la quale collaboriamo dal 2015.

Non un ambiente costruito per una dimostrazione commerciale.

Un'azienda reale, con attività, ambienti di lavoro e problematiche concrete.

Effettuiamo un sopralluogo e utilizziamo Safe Control per verificare le rilevazioni effettuate.

È un passaggio importante.

Perché una cosa è assistere alla presentazione di una tecnologia.

Un'altra è confrontarsi con la sua applicazione durante un'attività professionale.

L'esperienza non autorizza conclusioni miracolistiche.

Non dimostra che l'intelligenza artificiale possa sostituire un sopralluogo, un RSPP o il giudizio di un professionista.

E non è questo che cerchiamo.

Mi interessa piuttosto comprendere come possa diventare uno strumento di supporto all'osservazione, all'analisi e alla successiva valutazione.

L'intelligenza artificiale può assistere il professionista. Ma non può assumersi la responsabilità delle sue decisioni.

È una distinzione fondamentale.

E diventerà uno dei principi attorno ai quali costruiremo il nostro seminario.


04. Nel frattempo, un pranzo con Elena.


Le idee, qualche volta, crescono anche lontano dalle sale riunioni.

Ricordo con piacere un pranzo di lavoro con Elena Piras di SicurEva e tutto il suo staff.

Parliamo di sicurezza, formazione, cambiamenti tecnologici e intelligenza artificiale.

Elena aveva già cominciato a occuparsi di AI Literacy prima che noi di 626 School avviassimo questo percorso.

È un aspetto che considero importante riconoscere.

All'epoca, però, non aveva ancora avuto la possibilità di sperimentare concretamente applicazioni dell'intelligenza artificiale alle attività di sicurezza sul lavoro.

Ci troviamo quindi davanti allo stesso grande interrogativo, pur partendo da esperienze differenti.

Come trasformare la conoscenza dell'intelligenza artificiale in un'applicazione realmente utile per chi si occupa di prevenzione?

Non abbiamo necessariamente le stesse risposte.

E va benissimo così.

Anzi, penso che sia proprio questo il valore del confronto.

Non serve essere tutti d'accordo per contribuire a far crescere una professione.

Serve avere qualcosa da dire.

E, possibilmente, la disponibilità ad ascoltare.


05. Poi arrivano Daniele e Alessandro.


A un certo punto le idee hanno bisogno di incontrare persone capaci di trasformarle in un progetto.

È qui che entrano in gioco Daniele Casti e Alessandro Vagnozzi.

Due professionalità differenti, con competenze che possono integrarsi.

Daniele porta nel progetto la dimensione tecnologica e applicativa.

Alessandro contribuisce con una prospettiva sull'intelligenza artificiale e sulla sua governance.

Io porto la mia esperienza nella sicurezza sul lavoro, maturata attraverso anni di consulenza, sopralluoghi, formazione e confronto con le imprese.

Cominciamo a ragionare su qualcosa che vada oltre il consueto convegno sull'intelligenza artificiale.

Non vogliamo organizzare una giornata nella quale qualcuno racconti quanto sarà straordinario il futuro.

Di quelle giornate, francamente, credo ce ne siano già abbastanza.

Vogliamo fare qualcosa di diverso.

Mostrare ai professionisti come l'intelligenza artificiale possa entrare concretamente nelle loro attività, senza perdere il controllo del processo e delle responsabilità.

Da questa impostazione prende forma l'idea di un laboratorio.

Non soltanto ascoltare.

Provare.

Osservare.

Verificare.

Discutere.

E, soprattutto, ragionare con la propria testa.


06. Poi leggo un intervento di Rolando Dubini. E trovo una conferma importante.


Conosco l'avvocato Rolando Dubini dal 2007.

In questi anni ho avuto modo di apprezzarne l'impegno nell'approfondimento delle responsabilità giuridiche legate alla salute e alla sicurezza sul lavoro.

A ottobre leggo un suo intervento pubblicato su LinkedIn.

Affronta una questione che considero fondamentale: il rapporto tra intelligenza artificiale, valutazione dei rischi e responsabilità del datore di lavoro.

Il ragionamento richiama la centralità dell'articolo 28 del D.Lgs. 81/2008 e dell'obbligo di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Quando l'intelligenza artificiale entra nei processi aziendali, può influenzare l'organizzazione del lavoro, i ritmi, le attività e persino le decisioni che riguardano la sicurezza.

Non possiamo quindi limitarci a celebrare le opportunità offerte dalla tecnologia.

Dobbiamo anche comprenderne i rischi.

E soprattutto dobbiamo valutarli.

Una prospettiva che rafforza una convinzione già maturata durante le nostre sperimentazioni.

L'intelligenza artificiale non può diventare una scorciatoia per sottrarsi alle responsabilità professionali.

Non basta aggiungere una voce generica al DVR.

Occorre comprendere se, come e in quale misura l'impiego dell'IA introduca nuovi pericoli o modifichi i rischi esistenti.

E il giudizio finale non può essere delegato a un algoritmo.

Quello di Dubini è un intervento autonomo e indipendente, non un contributo commissionato da 626 School.

Proprio per questo lo considero particolarmente significativo.

Non abbiamo bisogno che qualcuno approvi le nostre iniziative.

Abbiamo bisogno di confrontarci con idee, analisi e competenze capaci di metterle alla prova.

E quando percorsi indipendenti convergono su una questione fondamentale, credo valga la pena fermarsi a riflettere.

La vera innovazione non consiste nel trasferire le nostre responsabilità alle macchine. Consiste nell'utilizzarle per esercitarle meglio.

Il tema assume un significato ancora più attuale alla luce delle disposizioni nazionali sull'intelligenza artificiale e sulla valutazione dei rischi.

Abbiamo approfondito questa evoluzione nell'articolo:

Per un quadro più ampio degli obblighi europei è disponibile anche:


07. E poi arriva un'altra decisione. Invitare anche i nostri concorrenti.


Quando cominciamo a definire il seminario, mi pongo un'altra domanda.

A chi vogliamo rivolgerci?

Naturalmente agli RSPP, agli ASPP, ai formatori, ai consulenti, ai dirigenti e ai datori di lavoro.

Ma penso anche a un'altra categoria.

I nostri concorrenti.

Le società di consulenza e formazione che operano nello stesso mercato di 626 School.

Gli studi professionali.

I professionisti indipendenti.

Le organizzazioni che ogni giorno competono con noi per acquisire clienti e proporre servizi.

Perché non invitarli?

Qualcuno potrebbe domandarsi se sia una buona idea.

In fondo, stiamo investendo risorse, tempo e competenze per organizzare un evento che potrebbe offrire conoscenze utili anche a chi compete con noi.

È vero.

Ma non vedo una contraddizione.

La concorrenza appartiene al mercato. La cultura della prevenzione appartiene a tutti.

Possiamo competere per un contratto, per un cliente o per un incarico professionale.

Possiamo avere strategie commerciali differenti.

Possiamo perfino essere in profondo disaccordo su come affrontare determinate questioni.

Ma questo non significa che dobbiamo rinunciare al confronto.

Anzi.

Sono convinto che il settore della sicurezza sul lavoro abbia bisogno di più occasioni nelle quali professionisti e organizzazioni possano discutere apertamente delle trasformazioni che li riguardano.

Senza dover necessariamente vendere qualcosa gli uni agli altri.

E senza fingere che la concorrenza non esista.

Per questo ho deciso di estendere personalmente l'invito a numerose organizzazioni e realtà professionali del settore, comprese alcune con le quali 626 School si confronta quotidianamente sul mercato.

Non chiedo loro di condividere la nostra visione.

Non chiedo di diventare nostri partner.

E certamente non chiedo di rinunciare alla propria identità.

Li invito a partecipare, osservare, sperimentare e, se lo riterranno opportuno, discutere anche criticamente ciò che proporremo.

Perché un confronto nel quale tutti sono già d'accordo rischia di diventare soltanto una rappresentazione.

E io preferisco le discussioni vere.

Del resto, se crediamo davvero nel valore delle nostre competenze, perché dovremmo temere di condividerne una parte?

Un'impresa autorevole non ha bisogno di tenere chiuse tutte le porte per difendere la propria posizione.

Deve continuare a studiare, sperimentare, innovare e dimostrare sul campo il proprio valore.

È questa la competizione che mi interessa.

Ed è anche lo spirito con il quale vogliamo organizzare SICUREZZA & AI 2026.

Un seminario promosso da 626 School, certamente.

Ma un'occasione di confronto che vorrei fosse utile a un'intera comunità professionale.

Perché il futuro della sicurezza sul lavoro non sarà costruito da una sola azienda.

E nemmeno da un solo algoritmo.


08. E così, quasi senza accorgercene, nasce SICUREZZA & AI 2026.


Ripenso al percorso.

Due giovani arrivati da Milano.

Un accordo rifiutato a Sinnai.

Un sopralluogo a Roma.

Un pranzo di lavoro con Elena.

Le idee raccolte e sviluppate con Daniele e Alessandro.

Un contributo giuridico indipendente che ci invita a riflettere sulle responsabilità.

E una decisione forse insolita: aprire le porte anche a chi compete con noi.

Nessuno di questi passaggi, preso singolarmente, avrebbe probabilmente prodotto il risultato al quale siamo arrivati.

Insieme, invece, hanno dato forma a qualcosa.


SICUREZZA & AI 2026 – Prima edizione.

Un seminario che nasce da una convinzione precisa.

Il futuro della sicurezza sul lavoro non può essere affidato esclusivamente alla capacità di produrre documenti sempre più velocemente.

Dobbiamo utilizzare le nuove tecnologie per migliorare la conoscenza dei rischi, la qualità delle valutazioni e l'efficacia delle misure di prevenzione.

Senza dimenticare che dietro ogni valutazione ci sono persone.

E dietro ogni decisione ci sono responsabilità.

È una visione coerente con il percorso che 626 School porta avanti dal 2006, affiancando le imprese nella consulenza e nella formazione sulla sicurezza sul lavoro.

Un percorso che raccontiamo anche nella nostra pagina istituzionale:


Dalla storia al seminario


Il 30 novembre questa storia diventerà un'esperienza da condividere.


09. Il 30 novembre ci incontriamo alla Città del Sale di Cagliari.


Abbiamo scelto di portare questo confronto fuori dagli schermi.

E abbiamo scelto un luogo particolarmente significativo di Cagliari: la Città del Sale, nell'area del Parco di Molentargius.

L'appuntamento è per


lunedì 30 novembre 2026, dalle 9:00 alle 18:00,

presso la Sala Conferenze “Helmar Schenk”,

situata nell'Edificio dei Sali Scelti, in via La Palma 9/a a Cagliari.


Una sede che ci permetterà di accogliere professionisti, consulenti, formatori e rappresentanti delle imprese provenienti da Cagliari e da tutta la Sardegna.

Con un ulteriore vantaggio per chi arriverà in automobile: la disponibilità di un ampio parcheggio.

Ma soprattutto, vogliamo che sia un luogo di incontro e confronto.

Non una semplice platea davanti a uno schermo.

Vogliamo che chi parteciperà possa tornare al proprio lavoro con nuove conoscenze, qualche certezza in più e, perché no, anche qualche domanda intelligente.

Perché fare domande è ancora una delle attività nelle quali gli esseri umani possono dare il meglio.

E non vogliamo limitarci a parlare di intelligenza artificiale.

Vogliamo metterla alla prova.
Per questo una parte importante della giornata sarà dedicata a un laboratorio pratico con Safe Control.

I partecipanti potranno lavorare con il proprio portatile, confrontandosi con applicazioni concrete, dalla raccolta delle informazioni durante un sopralluogo alla preparazione e verifica di una bozza di report.

Perché tra una dimostrazione commerciale e un'esperienza pratica esiste una differenza sostanziale.

E noi abbiamo scelto la seconda.

Il seminario si inserisce nel percorso di formazione specialistica promosso dalla


Scuola Sarda della Sicurezza sul Lavoro™ di 626 School.

Avevamo già presentato le finalità dell'iniziativa nell'articolo:

Oggi possiamo aggiungere una cosa importante.

La sede è confermata.

E il progetto è pronto a incontrare i suoi protagonisti: i partecipanti.


SICUREZZA & AI 2026 – Il seminario in breve

Data: lunedì 30 novembre 2026.

Sede: Città del Sale – Sala Conferenze Helmar Schenk, Edificio dei Sali Scelti, via La Palma 9/a, Cagliari.

Orario dell'evento: 9:00–18:00.


Destinatari: RSPP, ASPP, formatori della sicurezza, coordinatori per la sicurezza nei cantieri, datori di lavoro, dirigenti, consulenti e professionisti interessati all'applicazione dell'intelligenza artificiale alla prevenzione.

Relatori:

  • Giancarlo D'Andrea – Direttore 626 School.

  • Alessandro Vagnozzi – Intelligenza artificiale e governance.

  • Daniele Casti – Laboratorio operativo Safe Control.

Programma: quadro normativo, responsabilità professionali, applicazioni dell'intelligenza artificiale alla sicurezza sul lavoro e laboratorio pratico.

Aggiornamento professionale: il seminario è progettato per il riconoscimento di 8 ore di aggiornamento per le figure previste, subordinatamente ai requisiti di organizzazione, frequenza e verifica applicabili.


Quote di partecipazione:
  • Partecipazione individuale: 100 € IVA inclusa.

  • Gruppi aziendali di almeno due partecipanti: 75 € IVA inclusa a persona.

Light lunch incluso.


Scopri il programma e prenota il tuo posto

Tutte le informazioni sul programma, i relatori, le modalità di partecipazione e le iscrizioni sono disponibili nella landing ufficiale:

626 School – Segreteria organizzativa

Telefono: 070 781090


10. Un'ultima riflessione. Poi vi aspetto.


Non so se tra cinque anni l'intelligenza artificiale avrà cambiato radicalmente il nostro modo di lavorare.

È possibile.

Non so neppure quali strumenti utilizzeremo.

Probabilmente saranno molto diversi da quelli che conosciamo oggi.

Ma una cosa la so.

Non possiamo limitarci a osservare il cambiamento dalla finestra.

Dobbiamo comprenderlo, sperimentarlo e, quando serve, metterlo in discussione.

Senza entusiasmi ingenui.

Senza paure preconcette.

E soprattutto senza rinunciare alla nostra indipendenza professionale.

Ripenso a Matteo e Alessio.

Se non fossero venuti a Sinnai, forse questo percorso avrebbe avuto tempi e modalità differenti.

E ripenso a quel NO.

Non era una porta chiusa all'innovazione.

Era, senza che allora lo sapessi, l'inizio di un'altra strada.


Perché qualche volta le idee migliori non nascono da un accordo.

Nascono dalla libertà di scegliere.

Ci vediamo il 30 novembre alla Città del Sale di Cagliari.


Giancarlo D'Andrea

Direttore 626 School


L'autore


Giancarlo D'Andrea è sociologo, consulente per la sicurezza sul lavoro e RSPP esterno dal 2001.

È direttore di 626 School srl, agenzia formativa nata nel 2006 a Sinnai, accreditata dalla Regione Sardegna e dotata di un sistema di gestione per la qualità certificato ISO 9001 da Bureau Veritas sotto accreditamento ACCREDIA.

Attraverso 626 School promuove attività di consulenza, formazione specialistica e innovazione applicata alla prevenzione dei rischi nelle imprese.


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