Quelli che altri chiamano concorrenti. SicurEva, 626 School e il coraggio di confrontarsi.
Dall'AI Literacy alla sperimentazione dell'intelligenza artificiale nella prevenzione: un incontro con Elena Piras, un riconoscimento a SicurEva e un invito alle società della sicurezza in Sardegna. Perché il futuro non si costruisce alzando muri.

Editoriale di Giancarlo D'Andrea – Direttore 626 School
Cagliari, 5 novembre 2026
EDITORIALE
Riconoscere i meriti degli altri non ci rende più deboli. Ci rende più credibili.
Nel nostro settore siamo abituati a parlare di concorrenza.
Società di consulenza, agenzie formative, professionisti e organizzazioni che ogni giorno si confrontano sul mercato della sicurezza sul lavoro.
È normale. È legittimo. Ed è anche uno stimolo a migliorare.
Ma c'è una domanda che mi pongo da tempo.
Possiamo essere concorrenti sul mercato e, contemporaneamente, interlocutori sul piano delle idee?
Io credo di sì.
Anzi, credo che oggi sia necessario.
Soprattutto quando parliamo di intelligenza artificiale e delle trasformazioni che questa tecnologia sta introducendo nel mondo del lavoro e della prevenzione.
A SicurEva un riconoscimento che considero doveroso
Voglio partire da un riconoscimento pubblico.
SicurEva, con Elena Piras, è stata tra le realtà che hanno affrontato precocemente in Sardegna il tema dell'AI Literacy, portando attenzione sull'importanza delle competenze necessarie per comprendere e utilizzare consapevolmente l'intelligenza artificiale.
Un percorso che merita attenzione.
Non ho difficoltà a riconoscerlo.
Perché non credo che il valore di 626 School debba essere dimostrato negando quello degli altri.
L'AI Literacy rappresenta un passaggio fondamentale: prima ancora di utilizzare l'intelligenza artificiale nei processi professionali, dobbiamo imparare a comprenderne opportunità, limiti e rischi.
Su queste basi possiamo costruire il passo successivo: sperimentare applicazioni concrete dell'IA nella valutazione dei rischi e nella prevenzione.
Ed è proprio su questo terreno che 626 School ha deciso di investire.
Per conoscere meglio le persone e la visione professionale di questa organizzazione, invito a visitare la pagina istituzionale Chi siamo – SicurEva.
Un pranzo di lavoro che potrebbe riservare sorprese
Qualche tempo fa ho avuto il piacere di incontrare Elena Piras e lo staff di SicurEva durante un pranzo di lavoro.
Un incontro piacevole, aperto, nel quale abbiamo avuto modo di confrontarci sulle rispettive esperienze, sulle prospettive dell'intelligenza artificiale e sul futuro delle nostre professioni.
Non abbiamo nascosto le differenze.
Non abbiamo dimenticato che operiamo nello stesso mercato.
Ma abbiamo scoperto quanto possa essere interessante confrontarsi senza considerare ogni idea condivisa una minaccia alla propria identità.
Da quel pranzo è nata la disponibilità a proseguire un dialogo culturale e professionale.
Non voglio anticipare collaborazioni che non sono state definite.
Ma mi piace pensare che un confronto nato intorno a un tavolo possa, un giorno, riservare sorprese interessanti.
Per entrambe le organizzazioni. E, perché no, per il nostro settore.
Dall'AI Literacy alla prevenzione intelligente
Il confronto con SicurEva si inserisce in una riflessione più ampia.
L'intelligenza artificiale non può essere considerata soltanto uno strumento per produrre documenti più velocemente.
La sfida è capire se e come possa aiutarci a osservare meglio gli ambienti di lavoro, individuare situazioni di rischio, analizzare informazioni e migliorare la qualità della prevenzione.
Senza dimenticare un principio fondamentale.
L'intelligenza artificiale può supportare il professionista. Non può sostituirne il giudizio, la competenza e la responsabilità.
È da questa convinzione che nasce SICUREZZA & AI 2026, il seminario che 626 School organizza il 30 novembre a Cagliari.
Una giornata dedicata al confronto normativo e professionale, ma soprattutto alla sperimentazione concreta degli strumenti di intelligenza artificiale applicati alla sicurezza sul lavoro.
Un percorso che ho raccontato anche nell'articolo Da Milano a Sinnai, passando per un NO. Come è nato SICUREZZA & AI 2026.
Quelli che altri chiamerebbero concorrenti
C'è un aspetto dell'organizzazione del seminario che mi rende particolarmente soddisfatto.
Tra le adesioni stanno arrivando anche quelle di professionisti appartenenti ad altre società di consulenza e formazione sulla sicurezza.
Quelli che altri chiamerebbero concorrenti, noi preferiamo chiamarli colleghi.
E li accogliamo con piacere.
Perché non considero la presenza di altri operatori del settore una minaccia.
La considero un'opportunità.
Possiamo competere sulla qualità dei servizi, sull'organizzazione, sulle competenze e sulla capacità di rispondere alle esigenze delle imprese.
Ma questo non significa che dobbiamo rinunciare al confronto culturale.
La concorrenza appartiene al mercato. Il confronto appartiene alla crescita professionale.
E la sicurezza sul lavoro ha bisogno di entrambe le cose.
Un invito alle società della sicurezza in Sardegna
Vorrei che il dialogo avviato con Elena Piras e SicurEva non rimanesse un episodio isolato.
Mi piacerebbe che altre società di consulenza, agenzie formative, professionisti e organizzazioni della Sardegna accettassero di confrontarsi apertamente sui cambiamenti che attendono il nostro settore.
Senza rinunciare alla propria autonomia.
Senza nascondere le differenze.
E senza pretendere che da ogni incontro debba necessariamente nascere un accordo commerciale.
A volte il risultato più importante è semplicemente ascoltare un punto di vista diverso dal proprio.
L'intelligenza artificiale ci pone davanti a interrogativi che nessuna singola organizzazione può pretendere di risolvere da sola.
Per questo credo che il futuro della prevenzione debba essere costruito attraverso il contributo di competenze diverse, anche quando appartengono a organizzazioni che competono sullo stesso mercato.
Elena, grazie per aver accettato il confronto
Ho invitato Elena Piras a condividere la sua esperienza e il suo punto di vista attraverso un'intervista.
La ringrazio per aver accettato.
Ho voluto che questa riflessione precedesse le sue risposte perché considero importante spiegare ai lettori lo spirito con cui nasce il nostro confronto.
Non cerchiamo dichiarazioni di adesione alle idee di 626 School.
Cerchiamo opinioni, esperienze e prospettive capaci di arricchire il dibattito.
È con questo spirito che ospitiamo la sua intervista integrale sul nostro sito istituzionale.
Ed è con lo stesso spirito che invitiamo gli altri colleghi a partecipare al confronto.
Il 30 novembre ci incontreremo a Cagliari per parlare di sicurezza e intelligenza artificiale.
Mi auguro che sia anche l'occasione per costruire nuove relazioni professionali.
Perché la tecnologia cambia gli strumenti.
Ma sono ancora le persone, e la loro capacità di confrontarsi, a fare la differenza.
Giancarlo D'Andrea
Direttore 626 School
L'INTERVISTA INTEGRALE
Elena Piras di SicurEva: sei domande sul futuro della sicurezza sul lavoro e dell'intelligenza artificiale
Intervista a cura di Giancarlo D'Andrea – Direttore 626 School
Elena Piras è ingegnere edile, RSPP e responsabile della direzione tecnica di SicurEva, società di consulenza e formazione specializzata nella salute e sicurezza sul lavoro, con sede a Sestu, nell'area di Cagliari, e operativa in tutta la Sardegna.
Si occupa di consulenza, valutazione dei rischi e formazione, con particolare attenzione alla trasformazione degli obblighi normativi in misure concrete di prevenzione.
Conosci Elena Piras e SicurEva:
Le abbiamo proposto sei domande sulla cultura della prevenzione, l'intelligenza artificiale, il futuro dei consulenti della sicurezza, la responsabilità professionale e il valore della collaborazione tra colleghi.
Pubblichiamo le sue risposte integralmente, rispettando il suo punto di vista e la sua autonomia professionale.
1. La sicurezza sul lavoro sta davvero cambiando?
Giancarlo – Dalla tua esperienza, come è cambiato negli ultimi anni il modo in cui le imprese affrontano la sicurezza? Stiamo sviluppando una vera cultura della prevenzione oppure prevale ancora la necessità di adempiere agli obblighi di legge?
Elena –
Credo di sì, anche se il cambiamento non è uniforme. In alcune aziende prevale ancora la necessità di adempiere agli obblighi di legge, mentre in altre si sta sviluppando un’attenzione più concreta alla prevenzione.
Mi sembra che ci sia anche una maggiore consapevolezza da parte dei lavoratori: più attenzione alle condizioni in cui lavorano e una maggiore disponibilità a fare domande e segnalare problemi. È un aspetto importante, perché la sicurezza passa anche dalla partecipazione di chi svolge ogni giorno quelle attività.
Come consulenti dobbiamo accompagnare questo cambiamento, aiutando imprese e lavoratori a comprendere il senso delle misure di prevenzione e a tradurle in comportamenti quotidiani.
2. L'intelligenza artificiale: opportunità o rischio?
Giancarlo – Si parla sempre più spesso di intelligenza artificiale anche nella nostra professione. Pensi che possa diventare uno strumento utile per consulenti, RSPP e tecnici della prevenzione, oppure temi che possa introdurre nuove criticità?
Elena –
La considero un’opportunità, a condizione che venga utilizzata come strumento di supporto per ottimizzare i tempi e migliorare la qualità del lavoro. Può aiutarci a organizzare informazioni, predisporre bozze e sviluppare materiali formativi, lasciandoci più tempo per gli approfondimenti e il confronto con le aziende.
Il controllo, però, deve rimanere sempre e comunque nelle mani del professionista.
Servono quindi competenze per verificarla, correggerla e decidere se e come utilizzarla.
In questo senso, ritengo importante il riferimento all’AI literacy contenuto nell’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Parliamo di alfabetizzazione all’IA: comprendere le potenzialità di questi strumenti, ma anche i loro limiti e le attenzioni necessarie quando si utilizzano dati e informazioni aziendali.
Da formatrice, credo che questo sia un passaggio fondamentale. Per usare bene l’intelligenza artificiale dobbiamo investire nella preparazione delle persone. L’efficienza che possiamo ottenere ha valore solo se manteniamo la capacità di valutare criticamente i risultati e il controllo sulle decisioni professionali.
3. Il consulente della sicurezza del futuro
Giancarlo – Immagina il nostro lavoro tra cinque anni. Quali attività potrebbero essere affidate all'intelligenza artificiale e quali, invece, dovranno necessariamente rimanere nelle mani del professionista?
Elena –
Immagino che molte attività ripetitive potranno essere supportate dall’intelligenza artificiale come organizzare dati, confrontare documenti, predisporre bozze e adattare materiali didattici. Sempre con la supervisione e la verifica del professionista.
Mi piacerebbe che il tempo recuperato venisse dedicato a una maggiore presenza nelle aziende favorendo quindi più sopralluoghi, più ascolto dei lavoratori e più verifica dell’efficacia delle misure adottate.
La capacità di osservare come si svolge davvero un’attività, fare le domande giuste e individuare soluzioni praticabili resterà centrale. Anche la relazione con le persone continuerà ad avere un peso fondamentale e per coinvolgerle bisogna conoscere il contesto, comprendere le loro difficoltà e costruire fiducia.
4. Tecnologia e responsabilità professionale
Giancarlo – Un software può aiutare a individuare pericoli, analizzare informazioni e predisporre documenti. Ma può davvero comprendere ciò che accade in un'azienda? Dove collocheresti il confine tra il supporto della tecnologia e il giudizio del professionista?
Elena –
Un software può elaborare le informazioni che riceve, ma quelle informazioni rappresentano solo una parte dell’azienda. Una procedura può essere formalmente corretta e risultare difficile da applicare per i tempi, gli spazi o le attrezzature disponibili.
Per comprendere questi aspetti bisogna osservare il lavoro e confrontarsi con chi lo svolge. Spesso una domanda fatta durante un sopralluogo fa emergere una criticità che nei documenti non compare.
Il confine, per me, è chiaro in quanto la tecnologia supporta l’analisi e può suggerire aspetti da approfondire, il professionista invece mantiene il controllo dell’intero processo, verifica le informazioni e assume le decisioni. La responsabilità delle proprie valutazioni non può essere delegata a uno strumento.
5. Collaborazione tra professionisti, anche concorrenti
Giancarlo – Il nostro settore è composto da imprese, studi e professionisti che spesso operano nello stesso mercato. Pensi che ci siano temi, come l'innovazione e la formazione, sui quali sarebbe utile confrontarsi e collaborare maggiormente, anche tra concorrenti?
Elena –
Sì, credo molto nel valore del confronto. Ci troviamo spesso ad affrontare problemi simili e condividere esperienze può aiutarci a migliorare la qualità del nostro lavoro.
Penso alla formazione, all’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie e al confronto su difficoltà concrete, sempre nel rispetto della riservatezza delle aziende.
Sono d’accordo con Giancarlo quando sostiene che essere concorrenti non impedisce di riconoscere il valore delle competenze altrui. Nessuno può essere specialista in tutto, sapere quando confrontarsi o coinvolgere un collega è, secondo me, un segno di serietà professionale. Credo anche nell’apporto delle nuove generazioni, che possono portare domande, sensibilità e modi di lavorare diversi, dai quali abbiamo tutti qualcosa da imparare.
6. Una domanda per il futuro
Giancarlo – Se potessi cambiare una sola cosa nel mondo della sicurezza sul lavoro, per rendere la prevenzione più efficace e il lavoro dei professionisti più utile alle imprese, quale sceglieresti?
Elena –
Sì Credo che una delle priorità sia dare più spazio e continuità all’educazione alla sicurezza già sui banchi di scuola. Qualche progetto esiste già, ed è un punto di partenza, ma penso che si possa fare molto di più per rendere queste esperienze parte integrante del percorso educativo.
Credo molto nell’apporto delle nuove generazioni, che si avvicinano alle tecnologie e all’intelligenza artificiale fin da giovanissime. Questa familiarità va accompagnata da un’educazione all’uso consapevole: imparare a farsi domande, verificare le informazioni e comprendere le conseguenze delle proprie scelte. Sono capacità importanti anche per costruire una cultura della sicurezza.
Servirebbe un percorso continuo, con un metodo adatto alle diverse età, che insegni a riconoscere i pericoli e ad avere cura di sé e degli altri, tanto negli ambienti fisici quanto in quelli digitali. Questi aspetti dovrebbero entrare nelle attività quotidiane e nel modo di vivere la scuola.
Credo che sia così che si costruisca una consapevolezza più profonda, accompagnando le persone durante la crescita, prima del loro ingresso nel mondo del lavoro. Chi impara presto a dare valore alla sicurezza e a utilizzare la tecnologia con senso critico potrà portare questa attenzione nelle proprie scelte future, come lavoratore, datore di lavoro o professionista.
CONCLUSIONI
Il futuro della sicurezza non si costruisce da soli
Riflessione conclusiva di Giancarlo D'Andrea – Direttore 626 School
Ci sono interviste che servono a raccogliere opinioni.
E ce ne sono altre che offrono l'occasione per riflettere anche sulle proprie convinzioni.
Questa conversazione con Elena Piras appartiene, per me, alla seconda categoria.
Ho apprezzato la concretezza delle sue risposte e, soprattutto, la capacità di affrontare l'innovazione senza perdere di vista il significato del nostro lavoro.
Dalle sue parole emergono tre questioni che considero particolarmente importanti.
La tecnologia deve restituirci tempo per la prevenzione
Elena auspica che il tempo recuperato grazie all'intelligenza artificiale venga utilizzato per aumentare la presenza dei professionisti nelle aziende.
Più sopralluoghi.
Più ascolto dei lavoratori.
Più verifiche dell'efficacia delle misure adottate.
È un messaggio che condivido profondamente.
Non vorrei che il consulente della sicurezza del futuro fosse semplicemente un professionista capace di produrre documenti in pochi minuti.
Vorrei che fosse un professionista capace di comprendere meglio i rischi, osservare con maggiore attenzione il lavoro reale e contribuire a una prevenzione più efficace.
Se l'intelligenza artificiale ci aiuterà in questo, avremo compiuto un progresso importante.
Se invece ci limiteremo a produrre documenti più velocemente, avremo soltanto accelerato ciò che facevamo prima.
La concorrenza non deve impedirci di riconoscere le competenze
Nella quinta risposta Elena richiama esplicitamente il valore del confronto tra professionisti che operano nello stesso mercato.
È un passaggio che mi ha fatto particolarmente piacere.
Perché esprime lo spirito con il quale ho voluto avviare questa iniziativa.
Non dobbiamo essere necessariamente d'accordo su tutto.
Non dobbiamo condividere le stesse strategie commerciali.
Non dobbiamo trasformare ogni incontro in una collaborazione.
Ma possiamo ascoltarci.
Possiamo riconoscere le competenze altrui.
E possiamo contribuire insieme a migliorare la qualità del dibattito professionale.
La concorrenza può stimolare il mercato. Il confronto può far crescere un'intera professione.
La cultura della sicurezza comincia prima del lavoro
L'ultima risposta di Elena contiene una riflessione che merita particolare attenzione.
La sicurezza dovrebbe entrare nella formazione delle persone fin dai primi anni di scuola.
Non soltanto attraverso l'insegnamento delle regole, ma aiutando i giovani a sviluppare consapevolezza, capacità critica e senso di responsabilità.
È una prospettiva che guarda lontano.
E che diventa ancora più importante in un'epoca nella quale le nuove generazioni incontrano l'intelligenza artificiale sempre più precocemente.
Imparare a utilizzare la tecnologia con spirito critico e imparare a riconoscere i rischi hanno qualcosa in comune.
Richiedono attenzione.
Richiedono conoscenza.
E richiedono la capacità di non delegare ad altri, o a una macchina, ogni valutazione.
La cultura della prevenzione non nasce con il primo attestato di formazione. Si costruisce molto prima, attraverso l'educazione e l'esperienza.
Grazie Elena. E grazie a SicurEva.
Voglio concludere con un ringraziamento sincero.
A Elena Piras, per la disponibilità, la chiarezza e l'autonomia con cui ha risposto alle nostre domande.
E a SicurEva, per aver accolto con apertura e spirito professionale questa iniziativa.
Riconoscere pubblicamente il lavoro di un'altra organizzazione che opera nel nostro stesso mercato non è, per me, un gesto eccezionale.
Dovrebbe essere normale.
Perché la credibilità di un'impresa non dipende dalla capacità di ignorare i meriti degli altri.
Dipende dalla qualità del proprio lavoro, dalla serietà delle proprie scelte e dalla disponibilità a continuare a imparare.
Mi piacerebbe che questa intervista fosse la prima di una serie di conversazioni con altri professionisti e organizzazioni della sicurezza sul lavoro in Sardegna.
Da Cagliari a Sassari, da Nuoro a Oristano, dalla Gallura al Sulcis.
Vorrei dare spazio a esperienze, idee e sensibilità differenti.
Senza classifiche.
Senza competizioni artificiali.
Senza pretendere che tutti condividano la stessa visione.
Perché sono convinto che il nostro settore abbia bisogno di innovazione tecnologica.
Ma abbia altrettanto bisogno di dialogo, cultura professionale e relazioni umane.
Quelli che altri chiamano concorrenti, noi continueremo a chiamarli colleghi.
E se questo confronto contribuirà, anche soltanto in piccola parte, a migliorare la cultura della prevenzione in Sardegna, avremo raggiunto un risultato importante.
Grazie, Elena.
E grazie a tutti i colleghi che vorranno raccogliere questo invito.
Giancarlo D'Andrea
Direttore 626 School
Il confronto continua:
SICUREZZA & AI 2026, Cagliari 30 novembre
Le riflessioni di Elena Piras e il confronto avviato con SicurEva si inseriscono in un percorso più ampio che 626 School sta sviluppando sull'intelligenza artificiale applicata alla prevenzione dei rischi professionali.
Il prossimo appuntamento è SICUREZZA & AI 2026,
la prima edizione del seminario organizzato da 626 School a Cagliari.
Data: lunedì 30 novembre 2026, dalle ore 9:00 alle 17:30.
Sede: Sala Conferenze Helmar Schenk – Edificio dei Sali Scelti, via La Palma 9/a, Cagliari, Città del Sale – Parco Molentargius.
Destinatari: RSPP, ASPP, formatori, coordinatori della sicurezza, datori di lavoro, dirigenti e consulenti.
Programma: quadro normativo, AI Literacy, responsabilità professionali, valutazione dei rischi e laboratorio pratico con Safe Control.
Il seminario è aperto anche ai professionisti e alle società che operano nello stesso mercato di 626 School.
Perché il confronto professionale non deve conoscere barriere commerciali.
Informazioni e iscrizioni
626 School – Segreteria organizzativaTelefono: 070 781090Email: segreteria@626school.it
Le persone e le organizzazioni protagoniste
Elena Piras – SicurEva
Ingegnere edile, RSPP e responsabile della direzione tecnica di SicurEva, società specializzata nella consulenza e formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro, con sede a Sestu, nell'area metropolitana di Cagliari.
Si occupa di valutazione dei rischi, consulenza e formazione, con particolare attenzione all'applicazione concreta delle norme e alla cultura della prevenzione.
Giancarlo D'Andrea – 626 School
Sociologo, consulente per la sicurezza sul lavoro e RSPP esterno dal 2001.
Direttore di 626 School srl, agenzia formativa operativa dal 2006, accreditata dalla Regione Sardegna e con sistema di gestione per la qualità certificato ISO 9001 da Bureau Veritas sotto accreditamento ACCREDIA.
Promuove progetti di formazione, consulenza e innovazione tecnologica per migliorare la prevenzione dei rischi nelle imprese.
Approfondimenti e collegamenti utili
Da Milano a Sinnai, passando per un NO. Come è nato SICUREZZA & AI 2026 – Il racconto del percorso di incontri, sperimentazione e confronto professionale da cui è nato il seminario.
NOVEMBRE ROSSO. Quando una scuola di formazione decide di alzare la posta – La visione e le iniziative di 626 School per novembre 2026.
SicurEva – Chi siamo – Le persone, i valori e l'approccio professionale della società.
Elena Piras – LinkedIn – Il profilo professionale dell'intervistata.
SICUREZZA & AI 2026 – Programma e iscrizioni – Tutte le informazioni sul seminario del 30 novembre a Cagliari.





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